Tutto Tonda | La passione per la buona tavola da Cesare Battisti, al ristorante Ratanà
Olio extravergine di oliva. Azienda Agricola La Tonda srl, Buccheri, Sicilia
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La passione per la buona tavola da Cesare Battisti, al ristorante Ratanà

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13 May La passione per la buona tavola da Cesare Battisti, al ristorante Ratanà

Vi ricordate quelle belle trattorie di tono, eleganti, di una volta? Erano l’anello di congiunzione tra la trattoria ruspante e il ristorante costoso, puntavano su un buon rapporto qualità-prezzo, su una certa eleganza borghese, sulla cura dei dettagli e del servizio, sull’accoglienza. Oggi è cambiato tutto e lo spazio per questo genere di proposta, schiacciata tra ristoranti stellati e format giovanili, sembra sparito. Errore! Perché ogni volta che un cuoco di valore fa qualcosa del genere il successo arriva subito.

Prendiamo il fenomeno Ratanà e scomponiamolo.

1. Location perfetta. Nemmeno a volerlo poteva esserci qualcosa di più intrigante: una villetta liberty in mezzo ai grattacieli di Porta Nuova. Di fronte il Bosco Verticale, davanti un giardinetto dove vanno i bambini, sul retro l’opera-campo di grano Wheatfield di Agnes Denes, che in futuro diventerà parco. Dentro ha un’atmosfera calda. Con i tavoli comodi, il banco per mangiare davanti alla cucina e quel pizzico di confusione che fa tanto Milano. Il servizio è amichevole ma professionale. Si sente passione e piacere per questo lavoro.

2. La cucina. Ovviamente bisogna mangiare bene e qui si mangia bene. Lo chef, Cesare Battisti, ha dato una rinfrescata alla cucina di territorio lombarda (o meglio padana). Qualche suggerimento: grandi risotti (non per nulla Cesare è ambasciatore dell’Expo per il riso) a partire da quello alla milanese con ossobuco, tartare di fassona (con lodigiano e salsa all’aceto balsamico), trota dell’Adamello marinata, trippa alla milanese, lavarello del Garda. Si apre con gli immancabili e golosi mondeghili, le polpettine fritte milanesi. I prodotti sono tutti all’altezza. Cesare ci tiene – è facile trovarlo con tutto il suo staff alle rassegne gastronomiche dove cerca nuovi fornitori – e propone chicche come il pane di Eugenio Pol, la carne dell’Annunciata e – modestamente – anche il nostro olio. Ora è arrivato perfino l’orto, che in questo momento è “didattico”, legato all’Expo, ma in futuro diventerà gastronomico…

3. Il prezzo. Deve essere equilibrato. Qui una cena costa tra 40 e 50 euro, dipende dal vino. Antipasti e primi vanno intorno ai 16 euro, i secondi 25. Non si paga il coperto e certi piatti, come il risotto con l’ossobuco, sono in pratica dei piatti unici. Si paga e si esce soddisfatti.

Ratanà, via Gaetano De Castillia 28 – Milano

Chiuso lunedì e martedì